Menu
Responsive Menu Clicked Image
L’invenzione del secolo

L’invenzione del secolo

Al giorno d’oggi, i centri commerciali sono ormai diventati una meta, quasi più attrattiva dei principali monumenti della città stessa. Se vai a Londra e torni senza aver dato una sbirciata ad almeno uno dei sette lussuosissimi piani di Harrods, con quale coraggio torni a casa? Se vai a Parigi, non metti nel tuo itinerario un bel giro nelle maestose Galeries Lafayette? A Madrid? Vuoi farti scappare l’opportunità di trovare qualcosa da comprare anche da El Corte Inglés?

Harrods.original.4713[1]

E’ nel 1852 che, grazie al parigino genio di Aristide Boucicaut, si passò dalle botteghe urbane al primo prototipo di grande magazzino che presto si diffuse in tutta Europa e poi conquistò il mondo intero. Il nuovo concept? Oltre ad un vastissimo assortimento tra le varie categorie merceologiche, si ha la novità del prezzo fisso ed esposto, dell’ingresso libero e della possibilità di reso.

Cosa vuoi chiedere di più ad una donna? E poi si sorprendono se lo shopping compulsivo si è evoluto fino a diventare una vera e propria sindrome.

Di certo al giorno d’oggi, abbiamo lo shopping online che ci permette di soddisfare quel raptus improvviso che ci porta ad acquistare qualsivoglia cosa si palesi davanti ai nostri occhi. Ma vogliamo metterlo a confronto con il fascino di trovare del tempo per concedersi il privilegio di sgambettare per un bel centro commerciale? Camminare nel tuo comodo completo da shopping verso quelle porte scorrevoli automatiche che sembravano non attendere altro che poterti accogliere. Un solo respiro profondo di quell’aria perfettamente climatizzata (e uno di sconforto proveniente dal malcapitato compagno di turno provvisto di portafoglio e braccia forti e libere) basta per venir presa come da una visione mistica che porta ad una temporanea perdita di cognizione di tempo e spazio ed in un attimo sei lì che, neanche fossi un cane da tartufi, analizzi le composizioni tessili di ogni capo, scarpa, borsa o chicchessia che si aggira nel tuo raggio d’azione finendo con l’uscirne cercando di portarti a casa addirittura le scaffalature metalliche industiali che adornano quel meraviglioso luogo di perdizione. (A tal proposito, se non foste riuscite a portarle via durante l’ultima scappata, ci penso io. Le trovate qui. Fidatevi, dateci un’occhiata che tornerà utile anche per mettere un ipotetico soppalco nella vostra affamata e grassa cabina armadio che ormai chiederà pietà se vi siete riconosciute nelle poche righe precedenti).

Share This Post

Translate »